Articoli marcati con tag ‘Pianificazione Previdenziale’

10 mag 2010

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Il modello di pianificazione previdenziale di EPHESO I.A.

Con questo articolo iniziamo una serie di appuntamenti indirizzati alla spiegazione dei modelli di calcolo evoluti che ritroverete sia nella sezione “tools per la Pianificazione” che nell’area registrata per l’utilizzo di versione più potenti e performanti.

La struttura della previdenza in Italia si articola sul noto modello a tre pilastri: pensioni pubbliche, fondi pensione di categoria, forme assicurative individuali. La caratteristica saliente è senza dubbio l’estrema dinamicità delle norme e degli strumenti disponibili, a causa delle continue riforme di ordine strutturale che si susseguono da più di un decennio. In questo quadro normativo gli strumenti e i metodi di pianificazione previdenziale devono potere evidenziare chiaramente sia lo stato attuale delle norme, sia i trend attesi di evoluzione, con particolare cura per l’efficacia che l’analisi deve avere nel trasferire all’utente finale gli elementi di maggiore importanza e l’effetto delle scelte principali che può perseguire.

Il metodo di pianificazione previdenziale proposto da Epheso è inteso come l’interazione coordinata di diverse unità di calcolo (prestazioni del sistema obbligatorio a ripartizione, strumenti di risparmio a capitalizzazione di secondo pilasttro, incidenza della tassazione dei redditi, ecc.), nel quale le singole unità sono a loro volta specializzate nel ricostruire con precisione le molteplici normative ed evoluzioni previste dai diversi ordinamenti vigenti.


La pianificazione previdenziale non è finalizzata soltanto alla ricostruzione di un quadro preciso delle disponibilità esistenti, ma piuttosto a individuare gli interventi di risparmio che negli anni consentono di costituire le risorse adeguate alla tutela del tenore di vita. Ne consegue che nei modelli viene dedicata particolare attenzione ai parametri che consentono la stima corretta delle prestazioni future in modo efficace e corretto.

Ovviamente il processo di pianificazione a lungo termine è inteso come un metodo di lavoro che si evolve e si adegua nel tempo, che di passo in passo consente di tenere traccia delle novità normative ed economiche e sulla base di esse adeguare la misura degli interventi integrativi. Solo questo approccio consente di migliorare nel tempo il livello di affidabilità delle previsioni ed adeguare alla condizioni concrete le decisioni di risparmio e di impiego delle risorse.

Pertanto i principali elementi necessari sono :

1 Previdenza Pubblica (primo pilastro) – La posizione, o meglio le posizioni, previdenziali nel quadro del sistema pubblico obbligatorio e la stima delle pensioni future ad esse collegate.

2 Previdenza Collettiva (secondo pilastro) – La partecipazione ai nuovi Fondi Pensione di categoria (fondi chiusi), istituiti recentemente sulla forma indicata dalla riforma del sistema previdenziale.

3 Previdenza Individuale (terzo pilastro) – Le opportunità offerte dalle Forme individuali e fondi aperti

4 Fisco, tasse e oneri contributivi – La posizione rispetto agli obblighi fiscali, le agevolazioni e l’effettivo impatto delle tasse nel determinare le risorse nette che restano in mano al soggetto.

5 Obiettivo consumi in pensione (Tenore di vita) – Le scelte, i bisogni e gli obiettivi in termini di tenore di vita, decorrenza del pensionamento e livelli di risparmio del soggetto.

Esaminiamo ora le principali caratteristiche di ogni elemento e le modalità di dialogo tra i diversi elementi.

(continua…)

09 mag 2010

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La Pianificazione Previdenziale

All’avvicinarsi della quiescenza, una delle tappe più importanti e sempre più spesso attese della propria esistenza, si inizia a pensare in modo serio e razionale che la vita ha il suo costo. La maggior parte degli interessati ne prende veramente coscienza solo verso la fine della vita professionale. Un dubbio assale: si sarà in grado di sopravvivere senza quello stipendio che regolarmente si percepiva fino a poco tempo fa? Forse si o forse no. La soluzione vincente sta nell’impostare una corretta pianificazione previdenziale. La pianificazione previdenziale è l’analisi che consente di arrivare a determinare le risorse necessarie e di selezionare gli strumenti più adeguati per garantirsi la tranquillità del domani. I sistemi integrativi dei fondi pensione, delle forme previdenziali individuali, delle polizze vita e del patrimonio finanziario dedicato alla vecchiaia possono concorrere anche in misura considerevole nella realizzazione dell’obiettivo previdenziale.

La scopertura previdenziale

Quando si parla di pianificazione previdenziale è molto facile sentire pronunciare il termine “gap”, ma a cosa significa e a si riferisce? Con la terminologia mutuata dall’inglese “mancanza, scopertura, cìò che manca” si indica la scopertura tra prima pensione percepita ed ultimo reddito da lavoro. Tradotto in termini semplici: quanto si andrà a prendere in meno, quando l’individuo passerà dalla vita lavorativa allo status di pensionamento. È un elemento delicato, che in alcuni casi può addirittura compromettere il tenore di vita e la capacità di sussistenza degli anni futuri. L’errore più comune è quello di sottovalutare questa “differenza”o rinviarlo, considerando la cosa come un problema da affrontare in futuro. Permane ancora purtroppo la vaga e traballante illusione di uno stato che provvederà alla nostra vecchiaia elargendo succosi assegni previdenziali. Purtroppo le cose non stanno così. Se i lavoratori prossimi alla pensione riescono ancora a garantirsi un tasso di sostituzione di circa il 75-80% dell’ultimo reddito, questo non significa che sarà così anche per i lavoratori più giovani che accederanno alle prestazioni pensionistiche tra quaranta anni. Il sistema previdenziale italiano ha subito nell’arco di venti anni significative modifiche volte a sanare il progressivo deficit previdenziale maturato progressivamente. Ognuna di queste “modifiche” definite in gergo “riforme” ha contribuito a far variare le metodologie di calcolo della prestazione previdenziale con conseguente riduzione della prestazione pensionistica ed introduzione di nuovi parametri di calcolo. Ma facciamo un paso indietro per capire in che modo l’importo della pensione è influenzato dall’età del pensionamento, dalla data di inizio dell’attività lavorativa e dal reddito.

(continua…)

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