Con questo articolo iniziamo una serie di appuntamenti indirizzati alla spiegazione dei modelli di calcolo evoluti che ritroverete sia nella sezione “tools per la Pianificazione” che nell’area registrata per l’utilizzo di versione più potenti e performanti.
La struttura della previdenza in Italia si articola sul noto modello a tre pilastri: pensioni pubbliche, fondi pensione di categoria, forme assicurative individuali. La caratteristica saliente è senza dubbio l’estrema dinamicità delle norme e degli strumenti disponibili, a causa delle continue riforme di ordine strutturale che si susseguono da più di un decennio. In questo quadro normativo gli strumenti e i metodi di pianificazione previdenziale devono potere evidenziare chiaramente sia lo stato attuale delle norme, sia i trend attesi di evoluzione, con particolare cura per l’efficacia che l’analisi deve avere nel trasferire all’utente finale gli elementi di maggiore importanza e l’effetto delle scelte principali che può perseguire.
Il metodo di pianificazione previdenziale proposto da Epheso è inteso come l’interazione coordinata di diverse unità di calcolo (prestazioni del sistema obbligatorio a ripartizione, strumenti di risparmio a capitalizzazione di secondo pilasttro, incidenza della tassazione dei redditi, ecc.), nel quale le singole unità sono a loro volta specializzate nel ricostruire con precisione le molteplici normative ed evoluzioni previste dai diversi ordinamenti vigenti.
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La pianificazione previdenziale non è finalizzata soltanto alla ricostruzione di un quadro preciso delle disponibilità esistenti, ma piuttosto a individuare gli interventi di risparmio che negli anni consentono di costituire le risorse adeguate alla tutela del tenore di vita. Ne consegue che nei modelli viene dedicata particolare attenzione ai parametri che consentono la stima corretta delle prestazioni future in modo efficace e corretto.
Ovviamente il processo di pianificazione a lungo termine è inteso come un metodo di lavoro che si evolve e si adegua nel tempo, che di passo in passo consente di tenere traccia delle novità normative ed economiche e sulla base di esse adeguare la misura degli interventi integrativi. Solo questo approccio consente di migliorare nel tempo il livello di affidabilità delle previsioni ed adeguare alla condizioni concrete le decisioni di risparmio e di impiego delle risorse.
Pertanto i principali elementi necessari sono :
1 Previdenza Pubblica (primo pilastro) – La posizione, o meglio le posizioni, previdenziali nel quadro del sistema pubblico obbligatorio e la stima delle pensioni future ad esse collegate.
2 Previdenza Collettiva (secondo pilastro) – La partecipazione ai nuovi Fondi Pensione di categoria (fondi chiusi), istituiti recentemente sulla forma indicata dalla riforma del sistema previdenziale.
3 Previdenza Individuale (terzo pilastro) – Le opportunità offerte dalle Forme individuali e fondi aperti
4 Fisco, tasse e oneri contributivi – La posizione rispetto agli obblighi fiscali, le agevolazioni e l’effettivo impatto delle tasse nel determinare le risorse nette che restano in mano al soggetto.
5 Obiettivo consumi in pensione (Tenore di vita) – Le scelte, i bisogni e gli obiettivi in termini di tenore di vita, decorrenza del pensionamento e livelli di risparmio del soggetto.
Esaminiamo ora le principali caratteristiche di ogni elemento e le modalità di dialogo tra i diversi elementi.